Mondo del packaging
3 consigli utili per scegliere il cartone teso più adatto al tuo packaging

Il risultato perfetto nella progettazione di un packaging si ottiene grazie al sapiente mix di diversi fattori: scelte di design, scelte funzionali e scelte strutturali. 3 fattori che bisogna tenere in considerazione anche per decidere quale sia il cartoncino più adatto alla creazione di un packaging.

Per farlo partiamo innanzitutto dalla definizione dei materiali più utilizzati nell’industria cartotecnica. Con il termine cartone teso si indica un materiale cartaceo di grammatura superiore ai 225 g/mq, mentre quando la grammatura è inferiore si parla di carta. I materiali come microonda e cartone ondulato sono indicati con il termine generico di cartone e sono utilizzati per realizzare, ad esempio, scatole da imballaggio o scatole da spedizione.

Ora che sappiamo con esattezza cosa si intende per cartone teso, ecco i 3 consigli utili per scegliere quello più adatto alle tue esigenze:

 

1. Uno spessore maggiore non è sempre la scelta migliore

Credere che una carta con una grammatura ed uno spessore maggiori sia la scelta migliore è uno degli errori più diffusi. Molte aziende scelgono le grammature più alte per timore che le scatole non riescano a sopportare il peso dei prodotti contenuti, oppure che si possano rovinare durante il trasporto. Questo non è sempre vero.

Infatti, la scelta deve basarsi – oltre che su spessore e grammatura – anche sulla tenacità del cartone che deriva dalle proprietà meccaniche della carta. Ad esempio, una carta in fibra vergine (come la Stora Enso Tambrite), a parità di spessore, ha una tenacità maggiore di una carta riciclata, perché la prima contiene pasta legno che irrigidisce la struttura, mentre la seconda ne è priva.

Solo dopo aver valutato tenacità, grammatura e spessore è possibile selezionare la carta migliore in relazione alle dimensioni della scatola e al peso del prodotto contenuto. Infatti, se lo spessore della carta è troppo elevato, si possono riscontrare alcuni difetti nella produzione del packaging, come ad esempio una scarsa qualità delle pieghe, imperfezioni nelle alette di chiusura e possibili problemi di macchinabilità in fase di riempimento del prodotto.

 

2. Usa cartone in fibra vergine per il packaging alimentare primario

Se stai lavorando ad un packaging alimentare, soprattutto se primario e quindi a diretto contatto con gli alimenti, la scelta del materiale è fondamentale. La fibra vergine è sicuramente una delle scelte più sicure, in quanto nella produzione di questo tipo di carta si utilizza pasta legno di betulla e abete, che esclude la presenza di materiali nocivi. (Packly si rifornisce solo da aziende certificate PEFC che seguono protocolli di deforestazione controllata a ciclo ventennale).

Nella produzione di carta e cartone riciclato si può riscontrare la presenza di additivi (in alcuni casi anche olii minerali). Se queste sostanze entrassero in contatto con l’alimento ci potrebbero essere rischi per la salute dei consumatori. Tuttavia, la legge italiana ammette l’utilizzo di carte riciclate per scopi alimentari e fissa piuttosto in alto i limiti di tolleranza per la presenza di sostanze potenzialmente nocive. Questa lacuna normativa lascia spazio ad uno dei dibattiti più accesi in materia, tanto che ci si aspetta prossimamente un abbassamento dei limiti fissati dalla legge.

Proprio per questo consigliamo, durante la progettazione di packaging alimentare, di valutare attentamente la scelta tra cartoncino in fibra vergine o riciclato.

 

3. Usa la carta più adatta alle scelte di design

Come abbiamo già detto altre volte, il design di un packaging deve impressionare il cliente ed anticipare il contenuto della scatola. La scelta di una carta che sia in grado di offrire ottimi risultati anche sotto questo aspetto è un altro dei fattori fondamentali per realizzare un imballaggio professionale.

Una delle domande che riceviamo più spesso è la richiesta di un consiglio sulla carta migliore per realizzare un packaging cosmetico. Se si desidera un materiale con un punto di bianco superiore, consigliamo di scegliere carte in fibra vergine, come ad esempio la Iggesund Invercote Creato, un materiale tra i più apprezzati in questo mercato. Se si vuole progettare, invece, un packaging dalla forma irregolare e con molte pieghe consigliamo di prediligere una carta dallo spessore più sottile, per evitare che il cartoncino si spacchi. Infatti, le carte più spesse hanno una maggiore probabilità di spellarsi nei punti di piega.

 

Questi sono solo alcuni consigli basati sulle domande che ci vengono rivolte più spesso, ma il mondo dei materiali per la produzione di packaging è molto vasto. Come ultimo suggerimento, ti consigliamo di chiederti sempre quali sono le caratteristiche che deve avere la carta per raggiungere il tuo scopo.

E tu quali accorgimenti adotti nella scelta del materiale per il tuo packaging?

 

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