Nell’articolo “RGB o CMYK, quale e quando?” abbiamo descritto le principali differenze tra i due metodi colore, soffermandoci brevemente su alcune delle caratteristiche del nero di quadricromia. Oggi approfondiremo il discorso chiarendo, nello specifico, la differenza tra il nero ricco e il nero piatto.

Stampa in quadricromia

La stampa in quadricromia (CMYK) è un metodo di stampa che utilizza 4 inchiostri base: Ciano, Magenta e Giallo (Yellow), che sono i tre colori primari della sintesi sottrattiva, a cui viene aggiunto, per motivi tecnici, il nero (Key Value). In teoria, infatti, i tre colori primari, se mescolati al 100%, dovrebbero produrre il nero, ma in pratica il risultato di stampa di questa mescolanza non è sufficientemente ricco e non consente il raggiungimento di una scala tonale piena. Per questo motivo è stato aggiunto un quarto inchiostro, il nero, in modo da ottenere una stampa a colori completa.

Dosando ciascun pigmento, in una percentuale che va da 0 a 100, è possibile creare tutte le altre tinte dello spazio colore CMYK.

Devi tuttavia sapere che alcune stampanti inkjet fotografiche lavorano esclusivamente in tricromia (CMY) anche per l’ottenimento del nero. Un esempio è la stampante Hp® Photosmart.

Il nero di stampa

Come anticipato, la somma di C, M e Y, al 100%, dovrebbe generare il nero ma, in realtà dà vita al bistro, una tonalità di marrone. Allo stesso modo, il nero composto solo da K=100% non corrisponde al nero ricco a cui siamo visivamente abituati, che viene appunto “arricchito” dall’aggiunta di una percentuale degli altri 3 colori.

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Nero piatto

Il nero piatto è composto da C=0, M=0, Y=0, K=100. Questa tipologia di nero dovrebbe essere sempre utilizzata per testi, filetti ed elementi di piccole dimensioni, impostando preferibilmente l’attributo di sovrastampa. La sovrastampa è necessaria per evitare che appaiano antiestetici filetti bianchi sui bordi dei vari elementi in caso di disallineamenti del foglio di stampa. Per questi elementi non è consigliato utilizzare il nero ricco perché, in caso di fuori registro, quest’ultimo potrebbe causare un fastidioso effetto di sdoppiamento visivo dovuto al disallineamento dei vari colori.

Impostare il nero piatto per fondi pieni o per elementi grafici di grosse dimensioni non è invece opportuno, a meno che non si voglia riprodurre volutamente un “nero scarico”. Questo effetto è dovuto al fatto che il supporto in fase di stampa assorbe parte del colore applicato, che per questo appare sbiadito e poco carico. Ovviamente il risultato finale dipende molto dalla tipologia di carta utilizzata, ma nella maggior parte dei casi si otterrà un grigio molto scuro, non sempre uniforme. Per questi elementi è quindi opportuno utilizzare un nero “arricchito”.

Nero ricco

Il nero pieno e profondo si ottiene combinando le 4 tinte CMYK secondo diverse percentuali. In base alla dominante cromatica impostata è possibile ottenere neri caldi, freddi o neutri. Non esiste quindi una sola combinazione di inchiostri. Le varie percentuali di colore da utilizzare variano in base all’effetto finale desiderato.

Il nero ricco più comune e più utilizzato è composto da: C=63, M=52, Y=51, K=100. Tale colore deve la sua popolarità al software Adobe Photoshop®, motivo per cui è anche conosciuto come nero di Photoshop®. Infatti, queste percentuali si ottengono quando le aree nere di un’immagine RGB (R=0, G=0, B=0) vengono convertite automaticamente in quadricromia (CMYK) utilizzando le impostazioni di fabbrica di Photoshop®.

Il nero freddo si ottiene generalmente impostando C=60, M=0, Y=0, K=100; mentre una sua variante più calda può essere creata con le seguenti percentuali: C=0, M=60, Y=30, K=100.

Il nero neutro, invece, ha delle percentuali variabili che vengono scelte generalmente in base alla tecnologia di stampa utilizzata. In caso di scatole da realizzare con Packly, ti consigliamo di utilizzare le seguenti percentuali colore per ottenere un nero profondo e uniforme: C=60, M=30, Y=10, K=100.

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Limite di inchiostri

Quello che devi sapere, qualsiasi sia la tua scelta cromatica, è che le differenti percentuali che compongono il nero di stampa, se sommate, non devono superare il 300% di copertura degli inchiostri. Una copertura maggiore dà vita ad una stampa satura, troppo carica di colore, tanto da compromettere la qualità del prodotto finale. Nessun supporto di stampa è in grado di trattenere tutto quel colore.

Infatti, come spiegato nell’articolo “Packaging e progettazione grafica: i trucchi del mestiere”: «i vari inchiostri vengono applicati sul foglio di stampa, sovrapposti, secondo una specifica disposizione di punti colore (regolata dai retini di stampa). Le percentuali impostate per ciascuna tinta determinano la grandezza dei vari punti. L’inchiostro applicato deve poi asciugarsi. È in questa fase che ci imbattiamo nella prima criticità: realizzare colori (soprattutto scuri) la cui somma CMYK superi il 300% può comportare diversi problemi di stampa sia in fase di stesura del colore che in fase di asciugatura. Il supporto di stampa, infatti, “inzuppato” di pigmenti potrebbe strapparsi, sporcarsi, ecc…»

L’unica eccezione è il nero di registro che è sempre composto da C=100, M=100, Y=100, K=100, e, quindi, dal 400% di copertura degli inchiostri. Questo colore viene usato unicamente per i segni di registro come i crocini, ecc… e non deve mai essere utilizzato per altri elementi grafici.

 

Visualizzazione video vs. stampa

Un problema spesso sottovalutato è che tutti questi neri appaiono simili quasi su tutti i monitor, fatta eccezione per i dispositivi professionali calibrati per la corretta visualizzazione dei colori. Sui monitor comuni, infatti, essi vengono rappresentati come nero assoluto (R=0, G=0, B=0), mentre se applicati sui vari materiali di stampa conservano le loro caratteristiche specifiche. Nella tabella in calce ho volutamente accentuato la differenza cromatica tra le varie tinte solo per fini esplicativi: i colori visualizzati a video non rispecchiano l’effettivo risultato finale di stampa.

 

Conclusioni

Durante la progettazione di elaborati grafici destinati alla stampa devi ricordarti, prima di tutto, di impostare come metodo colore del documento CMYK, dopodiché dovrai fare sempre particolare attenzione alle percentuali colore utilizzate per evitare le problematiche di stampa sopra riportate. Se non sai quale risultato cromatico è più adatto ai tuoi scopi, puoi sempre optare per una prova di stampa contenente le differenti tinte, messe a confronto, in modo da poter scegliere quella che meglio risponde alle tue esigenze.

Per iniziare, scarica subito la tabella dei neri per avere sempre a portata di mano le percentuali colore più utilizzate!

 

Tabella nero stampa nero piatto nero ricco nero registro
I neri visualizzati non rispecchiano l’effettivo risultato finale di stampa.