Nel 2025, l’etichettatura ambientale degli imballaggi non è più una scelta dei singoli produttori, ma un obbligo. Le aziende che operano nel settore del packaging devono affrontare questa sfida con consapevolezza e proattività. Ma cosa significa esattamente etichettatura ambientale? Chi è obbligato a rispettare le normative? E come si possono trasformare questi obblighi in opportunità di crescita e sostenibilità?

In questo articolo, ti forniremo una guida completa e aggiornata sull’etichettatura ambientale, rispondendo a tutte le tue domande e offrendoti soluzioni pratiche per adempiere agli obblighi di legge. Scoprirai come l’etichettatura ambientale può migliorare la reputazione del tuo brand, attrarre nuovi clienti e ridurre l’impatto ambientale dei tuoi prodotti.

Che cos’è l’etichettatura ambientale?

L’etichettatura ambientale è un sistema di comunicazione pensato per informare i consumatori sull’impatto ambientale degli imballaggi. Il suo obiettivo principale è fornire indicazioni chiare sulla composizione dei materiali e sul corretto smaltimento a fine vita, promuovendo comportamenti virtuosi come la raccolta differenziata e il riciclo. In questo modo, l’etichettatura ambientale contribuisce in modo concreto alla transizione verso un’economia circolare, dove i rifiuti diventano risorse e si riduce la pressione sull’ambiente.

L’importanza di queste etichette va oltre la semplice informazione: esse rappresentano uno strumento fondamentale per aumentare la consapevolezza ambientale dei cittadini e per stimolare le imprese ad adottare soluzioni di packaging sostenibili.

Esempio di etichettatura ambientale su scatola.

Chi ha l’obbligo di etichettatura ambientale?

Tutte le aziende che immettono sul mercato imballaggi, sia per uso B2B (business to business) sia per uso B2C (business to consumer), sono soggette all’obbligo di etichettatura ambientale. Questo significa che produttori, importatori, distributori e rivenditori devono assicurarsi che gli imballaggi dei loro prodotti riportino correttamente le informazioni richieste dalla normativa.

In pratica, non importa se vendi al dettaglio o all’ingrosso: se i tuoi prodotti sono confezionati in imballaggi fisici, hai l’obbligo di etichettarli in modo conforme alle disposizioni di legge. Questo vale anche per le aziende di e-commerce, che spesso utilizzano imballaggi per la spedizione dei prodotti.

La normativa vigente: obblighi e scadenze

La normativa di riferimento in Italia è il Decreto Legislativo 3 settembre 2020, n. 116, che ha recepito le direttive europee in materia di rifiuti e imballaggi (Direttiva UE 2018/851 e Direttiva UE 2018/852). Questo decreto ha introdotto importanti novità per l’etichettatura ambientale, rendendola obbligatoria per tutti gli imballaggi immessi sul mercato a partire dal 1° gennaio 2023.

I principali obblighi previsti sono:

  • Indicazione del materiale di cui è composto l’imballaggio, secondo i codici alfanumerici previsti dalla Decisione 97/129/CE.
  • Informazioni per la raccolta differenziata, che devono essere chiare e facilmente comprensibili.
  • Etichettatura leggibile e indelebile, applicata direttamente sull’imballaggio o su supporti come fascette, etichette adesive o cartellini.

Le aziende che non rispettano tali obblighi possono incorrere in sanzioni amministrative, che variano a seconda della gravità della violazione.

Etichettatura ambientale digitale su mobile.

Cosa si intende per etichettatura?

Quando si parla di etichettatura ambientale, si fa riferimento a tutte le informazioni presenti sull’imballaggio che riguardano la sua composizione, la gestione a fine vita e la destinazione finale. Lo scopo è rendere chiaro al consumatore come smaltire correttamente ogni parte dell’imballaggio: carta, plastica, vetro, metalli o materiali misti.

Ad esempio, un’etichetta correttamente realizzata dovrebbe indicare:

  • Il codice identificativo del materiale. (es: “PAP21”)
  • L’indicazione di raccolta (es. “Raccolta plastica”).
  • Eventuali avvertenze (es. “Verifica le disposizioni del tuo Comune”).

Queste informazioni devono essere sempre visibili, leggibili e facilmente interpretabili.

Come etichettare correttamente gli imballaggi: codici e simboli

Per essere conformi alla normativa, le etichette ambientali devono utilizzare codici e simboli standardizzati. I più comuni sono:

  • Codici alfanumerici: identificano il tipo di materiale secondo la Decisione 97/129/CE. Esempi:
    • PAP 21: carta
    • PET 1: plastica PET
    • ALU 41: alluminio
  • Simboli di riciclo: come il noto “triangolo di Möbius”, che indica che il materiale è riciclabile.
  • Informazioni per la raccolta: ad esempio, “Raccolta carta” o “Raccolta plastica”.

Questi elementi devono essere riportati in modo chiaro e, dove possibile, accompagnati da un linguaggio semplice per facilitare la comprensione da parte di tutti.

Esempi pratici di etichettatura ambientale

Ecco alcuni esempi per capire meglio come applicare correttamente l’etichettatura ambientale:

  • Imballaggi in plastica:
    • Codice: PET 1
    • Indicazione: Raccolta plastica
    • Simbolo di riciclo
  • Imballaggi in carta e cartone:
    • Codice: PAP 21
    • Indicazione: Raccolta carta
  • Imballaggi in alluminio:
    • Codice: ALU 41
    • Indicazione: Raccolta alluminio

Questi dati possono essere stampati direttamente sull’imballaggio o riportati su etichette adesive o fascette, a seconda delle caratteristiche del packaging.

Come smaltire gli imballaggi seguendo l'etichettatura.

Quali sono i criteri per un’etichettatura ambientale efficace?

Per garantire un’etichettatura ambientale efficace, è fondamentale rispettare alcuni criteri chiave. In primo luogo, l’informazione fornita sull’impatto ambientale di un prodotto deve essere chiara, accurata e facilmente comprensibile per i consumatori.
Deve essere basata su dati scientifici verificabili e aggiornati, evitando qualsiasi forma di greenwashing o informazioni fuorvianti. Inoltre, l’etichettatura dovrebbe coprire l’intero ciclo di vita del prodotto, includendo informazioni sulla produzione, l’utilizzo e lo smaltimento finale. È importante che gli standard e i criteri utilizzati siano trasparenti e conformi a normative riconosciute a livello nazionale o internazionale.
Un altro aspetto cruciale è la comparabilità tra diversi prodotti simili, consentendo ai consumatori di confrontare facilmente le opzioni in termini di sostenibilità ambientale. Infine, un’etichettatura efficace dovrebbe essere supportata da programmi di certificazione credibili e riconosciuti, che possano garantire l’affidabilità delle informazioni riportate sull’etichetta.
Seguendo questi criteri, le etichette ambientali possono svolgere un ruolo significativo nel guidare i consumatori verso scelte più sostenibili e nel promuovere la trasparenza nel settore dei prodotti eco-friendly.

Soluzioni innovative e materiali sostenibili

Per rispondere agli obblighi di etichettatura ambientale e migliorare la propria impronta ecologica, sempre più aziende stanno adottando soluzioni innovative e materiali sostenibili. Alcuni esempi includono:

  • Imballaggi compostabili e biodegradabili, realizzati con materiali naturali come amido di mais o fibre vegetali.
  • Materiali riciclati e riciclabili, che riducono l’impatto ambientale e favoriscono l’economia circolare, come nel caso delle scatole di Packly.
  • Etichettatura digitale, tramite QR code o app, che permette di fornire informazioni dettagliate senza appesantire graficamente l’imballaggio.

Queste soluzioni non solo aiutano a rispettare la normativa, ma offrono anche un vantaggio competitivo in termini di immagine e innovazione. Si stima che l’Italia raggiungerà la soglia del 75,2% di imballaggi riciclati entro il 2025, secondo i dati CONAI.

Chi controlla l’etichettatura ambientale?

Il rispetto degli obblighi di etichettatura ambientale è controllato da enti specifici, tra cui:

  • Il Ministero della Transizione Ecologica, che stabilisce le linee guida e verifica la corretta applicazione della normativa.
  • Il CONAI (Consorzio Nazionale Imballaggi), che fornisce supporto tecnico alle aziende e contribuisce al monitoraggio della conformità.

In caso di violazioni, questi enti possono comminare sanzioni amministrative, che variano in base alla gravità dell’irregolarità e alla dimensione dell’azienda coinvolta.

Cos’è la certificazione EU Ecolabel e come ottenerla?

Ecolabel UE è il marchio di qualità ecologica dell’Unione Europea che contraddistingue prodotti e servizi che, pur garantendo elevati standard prestazionali, sono caratterizzati da un ridotto impatto ambientale durante l’intero ciclo di vita.

Per ottenere la certificazione EU Ecolabel per i tuoi prodotti, è necessario seguire un processo rigoroso e conforme agli standard stabiliti. La prima cosa da fare è verificare se i tuoi prodotti rientrano nelle categorie idonee per la certificazione EU Ecolabel, che coprono una vasta gamma di settori, tra cui cosmetici, detersivi, carta, elettronica e molto altro.

Successivamente, dovrai compilare un’apposita domanda di candidatura, fornendo informazioni dettagliate sulle caratteristiche ambientali dei tuoi prodotti e sulle pratiche sostenibili adottate durante il processo di produzione. Un team di esperti valuterà attentamente la tua domanda e condurrà una valutazione per verificare la conformità ai criteri stabiliti dall’EU Ecolabel. Se il tuo prodotto supera con successo questa fase, potrai ottenere ufficialmente la certificazione EU Ecolabel e utilizzare il relativo logo sui tuoi imballaggi e materiali promozionali.

Mantenere la certificazione richiede il rispetto continuo degli standard ambientali e il coinvolgimento attivo nelle pratiche sostenibili, garantendo ai consumatori la tua impegno verso la tutela dell’ambiente.

La legge francese AGEC e le disposizioni sull’etichettatura ambientale

In Francia, l’etichettatura ambientale dei prodotti è regolata dalla Legge anti-spreco per un’economia circolare (AGEC), che mira a migliorare la trasparenza per i consumatori e a incentivare pratiche più sostenibili. Dal 2022, molti prodotti devono riportare informazioni sulla loro composizione e sul corretto smaltimento, spesso attraverso simboli e codici colore. Un esempio è l’Indice di Riparabilità, obbligatorio per alcuni dispositivi elettronici, che indica quanto un prodotto è facile da riparare. Inoltre, dal 2023, è vietato l’uso dell’etichetta “biodegradabile” su prodotti non certificati, per evitare il greenwashing.

Le disposizioni sull'etichettatura in Francia.

Come l’etichettatura ambientale può migliorare la tua strategia di marketing

L’etichettatura ambientale non è solo un obbligo di legge, ma può diventare un potente strumento di marketing. Oggi i consumatori sono sempre più sensibili alle tematiche ambientali e premiano i brand che si impegnano in modo concreto per la sostenibilità.

Comunicare in modo trasparente l’impegno della tua azienda attraverso un’etichettatura chiara e accurata ti permette di:

  • Migliorare la reputazione del tuo marchio, mostrando attenzione per l’ambiente e responsabilità sociale.
  • Attrarre clienti consapevoli, che cercano prodotti sostenibili e si fidano di aziende trasparenti.
  • Differenziarti dalla concorrenza, offrendo un valore aggiunto in termini di sostenibilità.
  • Aumentare la fidelizzazione, creando un legame più forte con i consumatori che condividono i tuoi valori.

Inoltre, la scelta di materiali sostenibili e a basso impatto ambientale come le confezioni Packly può diventare un elemento distintivo della tua offerta, contribuendo a rafforzare il tuo posizionamento sul mercato.

Conclusioni

L’etichettatura ambientale è molto più di un obbligo normativo: è uno strumento strategico per promuovere la sostenibilità, migliorare la comunicazione con i consumatori e rafforzare la competitività della tua azienda. Investire in una corretta etichettatura significa contribuire attivamente alla salvaguardia dell’ambiente e cogliere nuove opportunità di crescita in un mercato sempre più orientato al green.

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